Se avete un macinacaffè in casa, nascondetelo subito: potrebbe essere il bottino di un furfante. Ozziplozzi, infatti, non è un ladro comune. Non cerca lingotti d’oro o gioielli della corona; a lui basta quel piccolo oggetto di legno che, girando la manovella, suona la melodia preferita della nonna. Tutto inizia così, con un furto che sembra quasi un dispetto ma nelle mani di Otfried Preußler, questo evento diventa la miccia per un’avventura leggendaria. Il Brigante Ozziplozzi (pieno di coltelli e pistole a grani di pepe) non ha fatto i conti con Gaspare e Sebastiano, due ragazzini che non hanno nessuna intenzione di lasciare la nonna senza il suo adorato macinacaffè.
Inizia così l’avventura dei due giovani intraprendenti che faranno di tutto pur di riportare alla nonna quell’oggetto tanto caro, anche se dovranno vedersela con il brigante e con un mago potentissimo a cui piacciono solo patate.
Da qui in avanti solo periperizie, incantesimi, astuzie e inganni.
Ozziplozzi è un meraviglioso groviglio di contraddizioni: è un cattivo che ci fa anche ridere: Nonostante la sua fama, è goffo, si fa inizialmente ingannare e finisce per essere vittima della sua stessa tracotanza. È anche un inno all’intelligenza: la storia ci insegna che non serve essere grandi e grossi per sconfiggere un brigante e un mago, quanto piuttosto pensare fuori dagli schemi e non arrendersi mai.
Con un lessico non banale ma preciso e ricco, un tocco di ironia e con capitoli che lasciano ampio spazio alle illustrazioni, è perfetto da far ascoltare ai bambini di 5-6 anni e da consigliare per cimentarsi in letture autonome dai 7 ai 9 anni.
TITOLO: Il brigante Ozziplozzi
AUTORE: Otfried Preubler
CASA EDITRICE: Giunti
PAGINE: 120





