È lo sguardo, la sua potenza, quello che mi ha catturato di questo film. Gli occhi di Delia la protagonista che passano dalla resa al coraggio. Quelli del marito Ivano minacciosi, boriosi, pieni di astio. Della figlia Marcella impauriti, sdegnosi e complici. Occhi allegri, arresi e appesi alla vita di un’ Italia in bianco e nero, post bellica, che sente la spinta della rinascita ma nei vicoli brulica di povertà. Un Paese che si arrabatta, in cui si vive di poco piena di donne a cui erano concesse briciole. La loro vita sembra una linea dritta, una strada di cui si conosce già il finale ma quando il percorso inizia ad essere tortuoso, il sistema scricchiola e lentamente si scardina ed è lì la meravigliosa immagine, secondo me, che da’ senso al tutto, quella di Delia sul terrazzo la sera con la sigaretta in mano finalmente cosciente che per cambiare le cose servono i gesti concreti. Quelli che lei fa sconfiggendo il marito violento nel magnifico finale che strappa una lacrima e un sorriso nello stesso momento. Altra particolarità di un film che riesce a far commuovere e ridere allo stesso tempo. Le scene anche dure da digerire appaiono come epurate dalle parti più brutali con il sapiente uso della musica e degli espedienti comici e proprio per questo arrivano ancora più diretti, fanno trasalire e provare commiserazione per questa donna continuamente vessata dal marito. Lei che fa tre lavori, si occupa della casa e del padre di lui, (Ottorino) ma nonostante tutto non va mai bene. C’è sempre un motivo per umiliarla, insultarla e pure “menarla” anche di prima mattina al posto del buongiorno. A lei come ad altre donne di ogni estrazione sociale è richiesto solo di stare zitte, di ubbidire, di non parlare troppo. Non devono dare fastidio, avere idee, fare domande ma capire di dover stare sempre un passo indietro o che il loro stipendio è più basso perché “lui è omo”. Delia, però pensa ad andare avanti e proteggere la sua famiglia, i suoi figli e soprattuto Marcella in cui in parte si rivede e per la quale aspira a una vita diversa.
Un film che ci ricorda come ci sia sempre la necessità di lottare per quei diritti che non bisogna mai dare per scontati. Si deve avere la forza e la spinta, per cambiare, per essere se stesse, vestirsi, mettersi il rossetto, sentirsi belle e pretendere di avere rispetto in un Paese, quello di oggi, ancora per certi aspetti simile a quello del film.






