Siamo all’interno di un fitto bosco, pieno di alberi maestosi, imponenti, grandi e sicuri di sé e poi, spostando leggermente lo sguardo, c’è lui: un piccolo abete un po’ sbilenco che fatica a crescere.
I suoi rami non sono simmetrici ma un po’ storti e tendenti a sinistra. Non certo forti, robusti e protesi verso l’alto come quelli degli altri. Tutti lo guardano, pochi se ne curano, in fondo non è uguale agli altri, è diverso, è fatto a modo suo. II piccolo abete se ne sta in silenzio mesto e rammaricato mentre le stagioni si susseguono e i mesi passano. Poi arriva l’inverno, cade la neve che lentamente ricopre ogni cosa. Siamo ormai vicini al Natale.
Un giorno si avverte un gran brusìo, gli alberi iniziano ad essere tagliati: pronti per andare ad abbellire le case di tutti per Natale. Lui, però, non viene scelto, gli passano accanto ma non lo prendono in considerazione e così finisce per rimanere da solo, al buio mentre intorno a lui c’è solo oblio e dimenticanza.
Il piccolo abete si sente triste, prova a chiamare qualcuno per avere un po’ di compagnia ma dapprima sembra che nessuno sia intenzionato a cogliere la sua richiesta di aiuto, poi, quando le sue speranze si affievoliscono, ecco che fanno capolino gli animali del bosco portando con loro ghiande, bacche, fiori, frasche e pigne. Sono tutti lì per lui, ognuno con un proprio dono per decorarlo anche se tutto storto ma amato per quello che è. Cala la notte e una piccola stella cadente scende squarciando il buio e andandosi a posare proprio sulla punta dell’abete. Gli animali del bosco gli si avvicinano, non lo lasciano solo, regna la pace che infonde serenità e grazia laddove non c’è assoluta perfezione di misure o tra parametri ma solo il calore dell’amicizia e della solidarietà.
La storia non finisce qui: le stagioni continuano a susseguirsi e l’abete è sempre lì. Adesso il bosco è la sua casa, tra le sue fronde fanno il nido gli uccelli e intorno a lui crescono funghi e vegetazione.
“Le stagioni arrivano e poi se ne vanno dopo un po’. Ma non mi sento più solo, no. Il bosco è la mia casa. Tra vento e neve sempre qui. Sono l’albero che doveva essere proprio così”.
E’ questa la fine di una storia che termina con una illustrazione fantastica in cui l’abete diventa il punto di incontro di due bambini intenti a leggere mentre uno scoiattolo salta sui suoi rami e un nido è sulla sua sommità.
Il messaggio che si rivela pagina dopo pagina è chiaro e forte: la vita è meravigliosa e imprevedibile con i suoi risvolti inattesi e le dolci soprese.
Poetico e intenso l’albo si presenta come un inno a quanto la diversità possa diventare il punto di forza di ognuno di noi e sono proprio quelle caratteristiche che ci rendono singolari e unici a far diventare bella la vita. Perché proprio quei rami sbilenchi, quel tronco fino e un po’ storto, quella singolarità lo porta nello stesso momento a ritrovarsi solo e a scoprire il vero valore dell’amicizia, quella che non guarda ai difetti o alle mancanze ma che sa aiutare e trovare il meglio in ognuno di noi. Proprio in questo, nell’accettazione di se stessi e degli altri, nell’abbraccio fraterno di tutti, l’abete ha trovato la chiave della sua personale felicità.
AUTORE: Yuval Zommer
EDITORE: Gallucci
ETA DI LETTURA: dai 5 ai 99 anni





