Grovigli di Petra

Parole, letture, ricordi, racconti, passioni e pensieri

PetraMese – 1 Serie, Pixar, Letture e buoni propositi

Benvenuti in questo spazio che ha lo scopo di riorganizzare le mie idee (a volte tante, troppe oserei dire), in modo più chiaro. Un luogo dedicato alla catalogazione delle mie ispirazioni. Mi aiuterà a tenere traccia e rendere più facilmente accessibili i pensieri e le suggestioni che condivido. Con l’ottimismo sfrenato che mi contraddistingue, soprattutto in estate, sarà il sole, il caldo o il fatto che in questo periodo ho meno impegni, vorrei periodicamente raccogliere in questi spazi quello che leggo o che “sto per..”, che vedo e desidero. Senza tante parole, procediamo.

GUARDARE

Dunque, una mia cara amica divulgatrice di serie me ne ha suggerita una su Netlix: “Manifest” . Ho iniziato con un po’ di scetticismo, sbuffi e faccia indecisa al solo pensiero di ritrovarmi di fronte a una copia di “Lost”. Invece tra visioni e chiamate (a volte un po’ troppo mistiche) ho scoperto una serie avvincente, dai toni thriller, mai scontata in cui ad ogni stagione si alzava il livello di sperimentazione dei personaggi redivivi che tornati sani e salvi dal volo 828 scomparso e magicamente riapparso dopo 5 anni cercano di capire cosa sia veramente successo e cosa l’Universo voglia da loro.

AREA Pixar-Disney

Ho accompagnato mio figlio al cinema per vedere Inside Out 2 e devo dire che l’ho trovato ancora più brillante del primo. C’è una Riley cresciuta e una Gioia sempre intorno, intenta a controllare l’avanzare solo delle emozioni e dei ricordi positivi. Quelli, cioè che attecchendo nella coscienza profonda creano a Riley una visione di sé stessa edulcorata e a senso unico: “sono una brava persona”. Tutto cambia con l’allarme pubertà, lo sfracellamento del quartier generale e l’avanzata di nuove emozioni, una fra tutte Ansia che, come Gioia, cercherà di prendere il controllo su ogni cosa, pensando di poter gestire al meglio il passaggio di Riley da bambina ad adolescente, facendola cambiare, tirando fuori la sua parte più spregiudicata. Nelle persone, però, c’è molto di più. Tante sfaccettature, tanti dubbi. Paure e gesti privi di senso che concorrono tutti insieme a formare un’idea di sé stessi complessa e indefinibile. Non siamo sempre buoni, non siamo sempre altruisti, siamo tante cose insieme. Un miscuglio meraviglioso che concorre a darci forza e imbarazzo allo stesso tempo (mio personaggio preferito insieme a Nostalgia). Siamo tutti Riley, un gigantesco impasto di emozioni contrastanti che si prendono a botte, litigano, si vogliono bene, si aiutano, discutono ancora e si amano di nuovo. Un film che ci spiattella davanti un attacco di panico infinito, che ci mostra come il Sé sia qualcosa che si costruisce nel tempo e con lo sforzo di tutte le emozioni insieme. Un film che ci aiuta ad avere meno paura dello straordinario caos che saremo sempre.

IN ATTESA

Ho visto e rivisto Enola Holmes 1 e 2. Sono in attesa della terza parte. Adoro questo film che si snoda tra deduzioni, donne che prendono in mano il proprio destino, indizi e misteri dislocati su più livelli. Non vedo l’ora!

LEGGERE

La mia amica divulgatrice di serie di cui sopra è anche una fornitrice compulsiva di libri. L’ultimo prestito è “Turnglass” un libro a clessidra che una volta terminata la prima parte, per capire la verità bisogna cambiare lato e ricominciare daccapo. Abbi fede amica mia, sono a metà strada in questa storia narrata a due voci, in un continuo rovesciamento di prospettiva tra l’Inghilterra di fine ‘800 e la California degli anni Trenta dei primi film sonori. In mezzo c’è la storia di una famiglia, di un assalto al potere, tra ipotesi di avvelenamenti e rapimenti che celano un enorme ed oscuro mistero. Tutti libri “leggeri” direi.

Appena l’ho visto in libreria non potevo non acquistarlo e iniziarlo immediatamente.  La lettura del libro, vincitore del Premio Strega, di Donatella di Pietrantonio “L’età fragile” è agli inizi e sento già l’odore di silenzi, non detti, di adolescenze tradite e mai decifrate, di lontananze e di profonde cicatrici. Appassionante e crudele, delicato e profondo scava dentro, nella memoria, nella nostalgia, nel passato.

Mio figlio è entrato in fissa con il calcio, non parla d’altro, non gioca ad altro. Come unire utile al dilettevole? Con il libro di Luigi Garlando, “Gol”. “Cipolline” siamo in partita!.

Visioni…

Colori…

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Folletti…

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