Esplorare la vita intima e personale di una diciassettenne. Entrare nella sua mente, ascoltarne dubbi e palpitazioni addentrandosi così in un mondo sconosciuto per tentare di renderlo più limpido e chiaro. Si naviga nel mare in tempesta dell’adolescenza e delle sue mille sfaccettature, piene di chiaroscuri che trasudano paure, contraddizioni, cadute e frustrazioni. È la via impervia della crescita che si snoda tra ostacoli, decisioni difficili da prendere, realtà indigeribili, veli che, quando cadono, feriscono, perché taglienti come lame e amori, i primi, i più puri quelli che pensi non passeranno mai, quelli che tolgono il respiro e il sonno.
“Eppure cadiamo felici” di Enrico Galiano ammalia ma lentamente. Se la lettura delle prime pagine fa sorgere qualche dubbio, il “dopo” ipnotizza. La protagonista è Gioia Spada, diciassettenne con una famiglia disfunzionale “sul groppone”. Fa colazione nel bagno della scuola, rifugge feste come i vampiri la luce, ascolta i Pink Floyd e adora le parole intraducibili come “kogarashi” che in giapponese significa “quel primo soffio di vento freddo che ti avvisa che sta per arrivare l’inverno”. Non è il nome di un vento, è proprio quel soffio di vento lì, quello che ti dice che l’estate è finita, che cominciano i tempi duri…”
L’unico punto di riferimento che ha è la nonna ridotta in uno stato semi-vegetativo, l’unico luccichio è dato dalle foto che scatta alle persone, sempre di spalle, perché così non possono mentire, mettersi in posa o mascherare stati d’animo. Per il resto intorno a lei è buio. Tenebre a cui Gioia si è abituata, ci si è accomodata. Sente di essere diversa dagli altri, è cosciente di vedere il mondo con altri occhi. È consapevole che la sua vita potrebbero comprenderla in pochi.
Fino a quando una notte, dopo l’ennesima lite con i genitori, Gioia scappa di casa e lungo il suo tragitto incontra Lo. Lei cammina in una strada deserta, è sola e arrabbiata, lui cappuccio della felpa in testa e un barattolo di sassolini sempre vicino è intento a giocare a freccette in un bar chiuso. La solitudine li accomuna, la voglia di stare insieme li lega. I loro incontri sono sempre più intensi: l’amore scoppia senza preavviso donando ampi respiri e un gran sollievo ma come tutte le cose belle, svanisce in fretta. Lo, infatti, scompare nel nulla come qualcuno che non vuole lasciare tracce, perché nasconde un segreto. Un grande, enorme segreto. Gioia è l’unica che può trovarlo e capire cosa gli è successo. Seguirà indizi, non si darà per vinta fino a che non si troverà davanti a una scelta e capirà che amare racchiude in sé mille significati tra cui proteggere e lasciare andare.
È un bel libro che apre squarci su di un passaggio di vita importante, su momenti adolescenziali determinanti. È un romanzo che ti scorre dentro perché c’è un pezzo di ognuno di noi in quelle pagine. Enrico Galiano, professore di lettere, conosce il mondo dei ragazzi, parla la loro lingua. Snocciola emozioni forti e dolorose, bellissime e indescrivibili, autentiche e travolgenti.
TITOLO: Eppure cadiamo felici
AUTORE: Enrico Galiano
CASA EDITRICE: Garzanti
PAGINE: 381





