Gerda è una balena, vive nell’oceano sconfinato insieme ai suoi genitori e a suo fratello Lars fino a quando si perde. Così d’improvviso. Si ritrova sola, senza meta ma con uno scopo: ritrovare la sua famiglia.
Inizia così un viaggio che la porta a incontrare pesci di ogni tipo, stringere nuove amicizie, imparare dalle piccole e grandi sfide che bisogna prima di tutto rimanere fedeli a stessi e ascoltando il proprio cuore, procedere a passi lenti ma costanti fino alla metà desiderata.
Gerda dovrà nuotare molto e prima di arrivare a conclusione del suo peregrinare, troverà chi le darà buoni consigli e chi sarà troppo impegnato nei disordini della propria esistenza per darle ascolto. Dovrà affrontare la solitudine, la paura e la sensazione di smarrimento. Saranno la tenacia e la forza di volontà a portarla a non arrendersi mai e maturare la consapevolezza di se stessa.
Sarà proprio la sua tempra a condurla dal saggio che le indicherà la via del ritorno.
Un libro che affronta il tema della perdita e di come essa può, nonostante il dolore, essere un trampolino, un punto di partenza per scoprire il mondo e la parte più nascosta di noi stessi. Un modo per aprirsi, per crescere, per imparare ad ascoltarsi, a leggere tra le righe dei dei bisbigli e a non farsi intimorire da qualche sorriso beffardo. Si deve essere disposti a non abbandonarsi alla corrente ma essere pronti a nuotare sempre controvento. Una racconto di sogni, desideri e gioia scritto con un linguaggio semplice ma efficace.
L’albo è caratterizzato da illustrazioni che conferiscono alla storia una connotazione ancora più particolareggiata con un uso sapiente dei colori attraverso i quali traspaiono le emozioni di Gerda. Un libro eccellente per affrontare il tema dell’amicizia, dell’accoglienza, delle paure, del distacco e dei nuovi inizi.
Un racconto che ho conosciuto grazie alla pagina facebook di @progettoinfanzia.
Titolo: Gerda
Autore:Peter Kavecky
Disegni: Adriàn Macho
Editore: Gallucci





