Vi voglio parlare di quello che è successo venerdì sette novembre allo Scalo Community Hub quando con Fabrizio Gabrielli – amico d’adolescenza – scrittore specializzato in calcio e America Latina ci siamo seduti e abbiamo iniziato a parlare di calcio e di vita. Lui, firma storica de l’Ultimo Uomo dove collabora dal 2013 e autore per riviste come Esquire Italia, Footballista e Undici, è autore delle biografie Cristiano Ronaldo. Storia intima di un mito globale e Messi. Ha tradotto le edizioni italiane di Eduardo Galeano tra cui Chiuso per il calcio e il libro degli abbracci. Insieme a Edoardo Mechelli abbiamo provato a parlare di memoria, luoghi dell’anima, di calcio, di campioni e di pezzi di strada.
Il nostro viaggio è iniziato da Maradona, che Galeano definisce: “un uomo salvato dalla miseria ma reso prigioniero della ricchezza”, un essere umano che ha pagato il prezzo del suo stesso talento. Da lì, inevitabilmente, siamo scivolati dentro le pieghe di quel calcio che non è solo pallone e risultato ma racconto, appartenenza e nostalgia.
Abbiamo parlato dei campioni che restano uomini, di quelli che si perdono e poi si ritrovano, del calcio polveroso dei campetti delle domeniche di provincia o di quelli improvvisati in una piazza della città, dove tutto sa ancora di terra e voci, di telecronache raffazzonate, di calzoni strappati e occhi luccicanti. E poi del Var, della precisione che toglie poesia, della tecnologia che corregge ma non scalda.
Tra una risata e un ricordo, Fabrizio ci ha raccontato cosa significa scrivere di calcio senza raccontare solo il calcio di 90 minuti – scendere nei suoi sotterranei, dove si muovono le storie vere, quelle che non finiscono nei tabellini ma nella memoria. Una conversazione lunga e leggera allo stesso tempo.
Mi sono accorta, mentre conversavamo, che il calcio non è mai stato solo un gioco: è il linguaggio con cui tanti di noi hanno imparato a leggere la vita, a riconoscere la lealtà, la sconfitta, la speranza. Quella sera allo Scalo non abbiamo parlato solo di sport ma di come si resta umani anche dentro le regole di un campo.
Allo Scalo Community Hub il calcio è diventato memoria condivisa e letteratura orale. Con Fabrizio Gabrielli la partita si è giocata a colpi di parole e ricordi, dimostrando che come scriveva Galeano: “il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti”.





