Il buio mette paura e fa vacillare. Sapere di doverlo aspettare senza poterci fare niente fa tremare la terra sotto ai piedi. Mafalda (nove anni e una lista di cose che compila e cancella) lo sa bene, talmente bene che aspetta l’oscurità contando prima i metri, poi i passi e infine il profumo che la dividono dal ciliegio che si trova davanti alla sua scuola. Mafalda è ipovedente, vorrebbe scappare di casa e rintanarsi su quell’albero senza dover più affrontare sfide più grandi di lei. Estella e Filippo la aiuteranno nel suo viaggio alla ricerca dell’ “essenziale” ma dovrà fare i conti con genitori apprensivi, un trasloco che la strapperà ai suoi ricordi, addii dolorosi e occhi che giorno dopo giorno perdono la luce. Dovrà imparare a “vedere” in un altro modo, percepire in maniera tutta sua, accettare di essere una “perla rara”.
Un romanzo struggente che racconta con delicatezza e sensibilità la vita che scorre e si trasforma di una bambina di 9 anni. Un diario da cui emerge la paura per ciò che l’aspetta, la voglia di fuggire prima dell’inevitabile e la forza di quando tutto diventa grigio. L’autrice ci mostra il percorso che compie questa bambina affetta da una malattia che disorienta perché toglie lentamente ma inesorabilmente uno dei sensi a cui siamo più legati: la vista.
“Salgo sul letto e mi tiro le coperte con sopra la testa. Il buio non è una stanza senza porte e senza finestre. Il buio è un mostro che ti mangia tutte le olive nere e i sogni”
In una storia in cui la vita di Mafalda si intreccia con quella dell’autrice Paola Peretti anche lei affetta da una malattia agli occhi.
“Mi viene in mente quel pezzetto del Barone Rampante dove Cosimo sta sull’albero con la ragazza spagnola e gli sembra tutto bello e facile, non come con quell’altra ragazza. Viola, che lo faceva diventare matto. Forse è questa la differenza tra l’amicizia e l’amore. Che l’amicizia è facile, l’amore invece ti mette tanta confusione nella testa, un po’ come la nevbbiolina di Stargardt negli occhi”.
La felicità però, è fatta di piccole cose, profumi, conquiste, minuscoli traguardi, amicizie e sorrisi. Forse, essere fortunati prescinde da quello che siamo in grado di fare, da una lista di cose a cui teniamo ma dipende dai passi avanti, dai progressi, da quel poco che abbiamo nonostante le perdite e i responsi negativi che piombano addosso. Sono le conquiste le vere protagoniste della vita.
Un libro che ci insegna ad avere coraggio quando tutto crolla, ad andare avanti con tenacia rimanendo aggrappati a quei brandelli di vita che rimangono, senza guardarsi indietro, senza pensare a “come sarebbe se…” ma consapevoli di quello che è adesso, di ciò che si ha e che ci circonda, senza smettere mai di correre.
Un viaggio interiore che ci spinge a riflettere sulla nostra relazione con il mondo esterno e con noi stessi. Bellezza e fragilità dell’esistenza sono temi centrali che offrono al lettore una prospettiva nuova e stimolante sulla vita e sulle connessioni che ci legano al mondo intorno a noi.
Autore: Paola Peretti
Casa editrice: Giunti
Pagine: 204





