È un silent book, qui non ci sono parole ma solo illustrazioni grazie alle quali la lettura diventa visione: le parole si fanno da parte e le immagini ci trasportano in un mondo in cui a prevalere sono i silenzi, i colori, i particolari e le sensazioni.
Iniziamo a sfogliare il libro e subito ci accorgiamo che non abbiamo bisogno di aprirlo davvero: la storia inizia già dalla sovraccoperta fitta di alberi che avvolge la copertina su cui compare una matita intatta. All’interno, qualcuno che non vediamo è intento a temperarla e i suoi truciolati cadono lievi sui rami di una piccola pianta che in un attimo diventa subito rigogliosa e forte.
Poi lo sguardo si apre e appaiono davanti ai nostri occhi alberi sempre più fitti che formano una foresta meravigliosa piena di colore e di animali. Un vento forte, però, piega gli arbusti e fa scappare gli animali che vi abitano. I tronchi sono a terra, uno sull’altro: c’è la mano dell’uomo dietro a tutto questo. Un camion che sputa fumo nero e tossico li porta via. Gli animali però, non scappano, seguono il “feretro” che raggiunge una fabbrica da cui esce un fumo che sembra essere l’ultimo respiro degli alberi: è grigio ma attraversato da colori sfumati.
I tronchi sono diventati matite ormai esposte in un negozio. Sono in ordine cromatico ma il colore non è vivace bensì opaco. È un ordine che classifica e separa. Nella foresta, invece, gli alberi sono mescolati, intrecciati, liberi: un disordine fertile da cui nasce la possibilità di creare. Tra questi due mondi si muove “la matita”, come se la storia ci suggerisse che la vera immaginazione nasce dalla mescolanza e non dalla rigidità.
Infatti, poco dopo vediamo che una bambina intenta a guardare le matite nel negozio, ne prende una verde e poi raggiunge i ceppi rimasti monchi. Con pazienza ne disegna le parti mancanti: il tronco, le foglie, i rami. Gli animali con un po’ di timore cominciano ad avvicinarsi, la foresta prende di nuovo vita, perché, forse, in fondo prendersi cura è come piantare una matita in un terreno.
È un albo in cui si respira la vita che cresce e ritorna e in cui si celebra la rinascita e la speranza. Le immagini ci permettono di sentire il vento che attraversa gli alberi, il battito di ali degli uccelli smarriti, il rombo dei camion che portano via gli arbusti e quasi il pianto della natura per la mano distruttrice dell’uomo che produce silenzio e grigiore in contrasto con i colori e la rigogliosità della foresta. Ci attraversa, però, anche il senso di speranza, quando osserviamo che con un gesto semplice e sincero tornano i colori e i germogli. “La Matitia” sembra ricordarci che, anche quando tutto sembra grigio, basta un segno, un gesto autentico per far tornare i colori e che le storie come la terra trovano sempre la strada per germogliare.
TITOLO: LA MATITA
AUTORE: HYEEUN KIM
CASA EDITRICE: TERRE DI MEZZO
PAGINE: 44
ETA’ DI LETTURA: DAI 4 ANNI





