Siamo a Natale, le decorazioni si scrollano di dosso la polvere e iniziano a ricoprire le case mentre l’albero sfoggia le sue luci e le palline. Qualcuna è ammaccata, altre lise dal tempo ma per nessuna di esse è così importante. Sono lì, sono insieme, ben distribuite, cantano e giocano, finalmente sono fuori dalle scatole, tra poco sarà Natale e il loro compito è quello di rendere festosa e gioiosa la casa. Fino a che non arriva lui, Otto una pallina dai mille colori sgargianti, elegante e brioso che si sente migliore di tutti. E’ lui il più bello, gli altri sono solo il suo riflesso. Per questo vuole stare in cima all’albero, il posto che spetta a chi è più grandioso ma una serie di peripezie lo porteranno a perdere tutto, facendogli capire cosa è davvero il Natale e perché questa festa è così speciale.
Un libro adatto fin dai 3 anni che spiega in modo divertente, semplice e accattivante che l’individualismo e il pensare di essere migliori prevaricando gli altri porta solo alla solitudine e alla tristezza interiore.
Quando arriva, infatti, tutti lo salutano e lo invitano a posizionarsi su un ramo al centro dell’albero. Otto con sguardo perplesso rifiuta, perché il centro è il posto per chi ha meno. Meno luci, meno colori, meno decorazioni. Lui, invece è perfetto, raffinato, elegante ha decorazioni dorate, un sorriso smagliante, brillantini à gogo, un campanellino d’argento e un nastro di vischio. Il suo posto è solo in cima
“Fatevi da parte cianfrusaglie, devo arrivare alla cima!”.
Tutti lo guardano ma nessuno si muove, sono tutti offesi, non hanno più sorrisi per lui ma solo sguardi gelidi, esclamazioni di rabbia e visi stizziti. A Otto non rimane che andare via alla ricerca dell’albero perfetto. Ne trova tanti ma ognuno di loro ha qualcosa che non va, c’è quello troppo alto, quello troppo piccolo, quello troppo pauroso o troppo occupato. Sconsolato e solo vaga in cerca di quello adatto a lui. Si ritrova a una festa sfarzosa e sontuosa dove c’erano i regali, tante persone ma soprattutto al centro un albero magnifico, enorme, fatto interamente di luci. Otto cerca di salire in cima, arriva su in alto ma nessuno lo guarda, le persone erano tutte prese dalla festa, ballavano, giocavano e si divertivano. La pallina, ora più in alto di tutti, iniziò a capire. Si sentiva sola..
“Che senso ha nell’arrivare in alto se non ho nessuno con cui condividere la gioia?”
Fa per scendere ma il gancio gli si impigliò e cadde, batté, si ruppe, venne calpestato, fatto sbalzare in aria, per poi finire nelle fogne. Malconcio e senza più una decorazione si sentiva umiliato. Al buio e ormai senza speranza incontra un’altra decorazione malridotta che si era persa da tempo e insieme alla quale cercherà di ritrovare la via di casa fino a ricongiungersi con quegli amici che prima aveva trattato malamente ma che lo riaccoglieranno a braccia aperte perché l’importante non è arrivare in cima, in solitaria ma essere circondato dall’affetto di tutti.
Un tenero racconto che tocca il cuore di tutti perché parla del senso dell’amicizia, dell’ascolto, della solitudine e della voglia di rinascita e lo fa in modo comprensibile, mai banale e sincero.





